
24) I significati di accidente e di sostanza.
Accidente e sostanza sono due cardini del pensiero di Aristotele,
al centro della discussione nei secoli successivi - soprattutto
nella Scolastica medievale -, e diventati in qualche modo anche
simbolo del ragionamento intellettualisticamente astratto, come
quello di don Ferrante che, nel capitolo trentasettesimo dei
Promessi sposi, ricorre alle definizioni aristoteliche di sostanza
e di accidente per dimostrare che non esiste il contagio della
peste non gi con schiamazzi come il popolo; ma con ragionamenti,
ai quali nessuno potr dire almeno che manca la concatenazione e
su questi bei fondamenti, non prese nessuna precauzione contro la
peste; gli s'attacc; and a letto, a morire, come un eroe di
Metastasio, prendendosela con le stelle. Proponiamo una piccola
avventura all'interno di alcune pagine di Aristotele che mostrano
i molti modi in cui possono essere definiti l' accidente e la
sostanza.
a) I due significati di accidente (Metafisica, 1025a 15-34) (vedi
manuale pagina 132).
1   [1025 a] [...]Accidente significa ci che appartiene ad una
cosa e che pu essere affermato con verit della cosa, ma non
sempre n per lo pi: per esempio, se uno scava una fossa per
piantare un albero e trova un tesoro. Questo ritrovamento del
tesoro , dunque, un accidente per chi scava una fossa: infatti,
l'una cosa non deriva dall'altra n fa seguito all'altra
necessariamente; e nemmeno per lo pi chi pianta un albero trova
un tesoro. E un musico pu anche essere bianco, ma, poich questo
non avviene n sempre n per lo pi, noi diciamo che  un
accidente. Pertanto, poich ci sono attributi che appartengono ad
un soggetto, e poich alcuni di questi attributi appartengono al
soggetto solo in certi luoghi e in certi tempi, allora tutti gli
attributi che appartengono ad un soggetto, ma non in quanto il
soggetto  questo soggetto e il tempo questo determinato tempo e
il luogo questo determinato luogo, saranno accidenti.
Dell'accidente non ci sar quindi neppure una causa determinata,
ma ci sar solo una causa fortuita: e questa  indeterminata. E'
per accidente che uno giunge ad Egina, se non  partito con
l'intento di giungere in tal luogo, ma se  giunto perch spinto
dalla tempesta, o preso dai pirati. Dunque, l'accidente  prodotto
ed esiste non per se stesso ma per altro: la tempesta, infatti, 
stata causa che si giungesse dove non voleva giungere, cio ad
Egina.
2   Accidente si dice anche in un altro senso. Tali sono tutti gli
attributi che appartengono a ciascuna cosa di per s, ma che non
rientrano nella sostanza stessa della cosa. Per esempio, accidente
in questo senso  la propriet di un triangolo di avere la somma
degli angoli uguale a due retti. Gli accidenti di questo tipo
possono essere eterni, nessuno degli accidenti dell'altro tipo,
invece, lo pu essere.
 (Aristotele, Metafisica, Rusconi, Milano, 1994 2, pagine263-265).
b) Quattro sensi e due significati di sostanza (Metafisica, 1017b
10-25) (vedi manuale pagine 132-133).

1   [1017 b] [...]Sostanza, in questo senso, sono detti i corpi
semplici - per esempio fuoco, acqua, terra e tutti gli altri corpi
come questi; e in generale tutti i corpi e le cose composte di
essi: per esempio animali ed esseri divini e le parti di questi.
Tutte queste cose si dicono sostanze, perch non vengono predicate
di un sostrato, mentre di esse vien predicato tutto il resto.
2   In un altro senso, sostanza si dice ci che  immanente a
queste cose che non si predicano di un sostrato ed  causa del
loro essere: per esempio l'anima negli animali.
3   Inoltre, sostanze sono dette anche quelle parti che sono
immanenti a queste cose, che delimitano queste stesse cose, che
esprimono un alcunch di determinato e la cui eliminazione
comporterebbe l'eliminazione del tutto. Per esempio, se si
eliminasse la superficie - secondo alcuni filosofi - si
eliminerebbe il corpo, e se si eliminasse la linea, si
eliminerebbe la superficie. E in generale questi filosofi
ritengono che il numero sia una realt di questo tipo e che
determini tutto, perch, se si eliminasse il numero, non ci
sarebbe pi nulla.
4   Inoltre, si dice sostanza di ciascuna cosa anche l' essenza,
la cui nozione  definizione della cosa.
5   Ne risulta che la sostanza si intende secondo due significati:
(a) ci che  sostrato ultimo, il quale non viene pi predicato di
altra cosa e (b) ci che, essendo un alcunch di determinato, pu
anche essere separabile, e tale  la struttura e la forma di
ciascuna cosa.
 (Aristotele, Metafisica, Rusconi, Milano, 1994 2, pagine 215-
217).

c) Sostanza e sostrato (Metafisica, 1042a 26-30; 1042b 9-11; 1043a
26-1043b 1).

1   [1042 a] [...] E sostanza  il sostrato, il quale, in un
senso, significa la materia (dico materia ci che non  un
alcunch di determinato in atto, ma un alcunch di determinato
solo in potenza), in un secondo senso significa l'essenza e la
forma (la quale, essendo un alcunch di determinato, pu essere
separata con il pensiero), e, in un terzo senso, significa il
composto di materia e di forma [...].
2   [1042 b] [...] la sostanza nel significato di sostrato e di
materia [yle] viene concordemente ammessa da tutti, ed essa  la
sostanza che esiste in potenza, rimane da dire che cosa sia la
sostanza delle cose sensibili come atto.
3   [1043 a] [...]Dalle cose dette risulta chiaro che cosa sia la
sostanza sensibile e quale sia il suo modo di essere: essa , per
un verso, materia, per un altro, forma e atto, e, per un terzo, 
l'insieme di materia e di forma.
4   Non bisogna ignorare che, talora, non  chiaro se il nome
indichi la sostanza come composto, oppure l'atto e la forma. Per
esempio, non  chiaro se casa indichi il composto di materia e
forma, ossia un riparo fatto di mattoni e di pietre disposte in
questo determinato modo, oppure se significhi l'atto e la forma,
ossia un riparo [...]. [1043 b] Ma questo, che per altro rispetto
ha una notevole rilevanza, in relazione alla ricerca della
sostanza sensibile non ne ha alcuna: infatti l'essenza appartiene
alla forma e all'atto.
 (Aristotele, Metafisica, Rusconi, Milano, 1994 2, pagine 371-377)

d) Sostanze prime e sostanze seconde (Categorie, 2a 11-18; 2b 15-
17; 2b 30-3a 7).

1   [2 a] [...] Sostanza nel senso pi proprio, in primo luogo e
nella pi grande misura,  quella che non si dice di un qualche
sostrato, n  in un qualche sostrato, ad esempio, un determinato
uomo, o un determinato cavallo. D'altro canto, sostanze seconde si
dicono le specie, cui sono immanenti le sostanze che si dicono
prime, ed oltre alle specie, i generi di queste. Ad esempio, un
determinato uomo  immanente ad una specie, cio alla nozione di
uomo, e d'altra parte il genere di tale specie  la nozione di
animale. [...].
2   [2 b] [...] la ragione per cui le sostanze prime si dicono
sostanze in massimo grado consiste nel fatto che esse stanno alla
base di tutti gli altri oggetti, e che tutti gli altri oggetti si
predicano di esse, oppure sussistono in esse. [...].
3   E' cos giustificato, prescindendo dalle sostanze prime, che
le specie e i generi siano i soli tra gli oggetti a dirsi
sostanze seconde: tra i predicati, in effetti, essi solo
rivelano la sostanza prima. Se qualcuno, invero, deve spiegare che
cos' un determinato uomo, d una spiegazione appropriata fornendo
la specie oppure il genere; d'altra parte, dichiarando che tale
oggetto  uomo, lo rende pi noto di quanto non faccia
dichiarando che  animale. Nel caso invece che costui fornisca
una qualche altra nozione, dicendo ad esempio che un determinato
uomo  bianco o corre, oppure facendo una qualsiasi altra
dichiarazione consimile, avr dato una spiegazione estranea
all'oggetto. E' di conseguenza giustificato che tra gli altri
oggetti soltanto quelli nominati si dicano sostanze. [3 a] Oltre a
ci, le sostanze prime sono sostanze nel senso pi proprio in
quanto stanno alla base di tutti gli altri oggetti. Orbene,
precisamente allo stesso modo con cui le sostanze prime si
comportano rispetto a tutti gli altri oggetti, cos si comportano
rispetto a tutti i rimanenti le specie e i generi delle sostanze
prime. In realt, tutti i rimanenti oggetti vengono predicati
delle specie e dei generi. Tu dirai infatti di un determinato uomo
che  grammatico, e quindi dirai pure di uomo e di animale che 
grammatico. Lo stesso vale per gli altri casi

(Aristotele, Opere, volume I, Laterza, Bari, 1973, pagine 8-10).

e) Sostanza sensibile e sostanza divina (Metafisica, 1069a 30-
1069b 2).
1   [1069 a] [...] Ci sono tre sostanze <di genere diverso>.
2   Una  la sostanza sensibile, la quale si distingue in (a)
eterna e in (b) corruttibile (e questa  la sostanza che tutti
ammettono: per esempio le piante e gli animali; di essa 
necessario comprendere quali siano gli elementi costitutivi, sia
che questi si riducano ad uno solo, sia che siano molti). (c)
L'altra sostanza , invece, immobile; e, questa, alcuni filosofi
affermano che  separata: certuni distinguendola ulteriormente in
due tipi, altri riducendo a una identica natura le Forme e gli
Enti matematici, altri ancora ammettendo solo gli Enti matematici.
3   Le prime due specie di sostanze costituiscono l'oggetto della
fisica, perch sono soggette a movimento; [1069 b] la terza,
invece,  oggetto di un'altra scienza, dal momento che non c'
alcun principio comune ad essa e alle altre due

(Aristotele, Metafisica, Rusconi, Milano, 1994 2, pagine 543-545).

